Con gli occhi di una bambola

PERCORSO SULLE DIFFERENZE E L’INTEGRAZIONE ATTRAVERSO UN VIAGGIO METAFORICO

Con gli occhi di una bambola Viaggio tra le somiglianze e le differenze tra le culture femminili è un laboratorio che propone attraverso tecniche creative di intraprendere un percorso di conoscenza e di scambio con altre donne.

Abbiamo scelto la bambola, come un oggetto simbolico con molteplici significati e condiviso da diverse culture per raccontare le nostre storie.

Questo progetto, che vede come soggetti attivi e protagonisti le donne, nasce dall’esigenza di incontrarsi, condividere abilità e raccontarsi. Credendo fermamente nell’auto-aiuto uno degli obiettivi che ci ha mosse è stato quello di creare un gruppo che potesse continuare nel tempo, offrendo ad altre donne la possibilità di trovarsi ed entrare in una rete di informazioni e scambi che permettano di incrementare il proprio empowerment.
Ci siamo trovate tra marzo e novembre il sabato mattina al Centro Giochi Aliossi (Comune di Torino in via Millelire 40). Lo spazio, oltre ad essere molto accogliente ed evocativo, ci ha permesso di dare la possibilità ad alcune donne di portare con sé i bambini avendo contemporaneamente chi offriva loro un momento di gioco. Il laboratorio, che prevedeva la costruzione materiale di una bambola e di ciò che nella vita adulta sostituisce questo oggetto, ci ha permesso di incontrarci e dare forma, con le abilità che ciascuna ha – e, vogliamo rilevarlo, si tratta di grandi abilità manuali poco valorizzate – ad una parte di sé ancora molto viva nella memoria. La bambola che ciascuna di noi ha costruito ci ha dato modo di riflettere sui vari significati che quest’oggetto ha rivestito nella nostra infanzia. È stato poi possibile proseguire il lavoro cercando un “luogo” dove collocare quest’oggetto, che rappresenta la nostra creatività, anche nel presente di donne adulte e mature. Il progetto è stato pensato fin dall’inizio come dinamico, con possibili cambiamenti in itinere e sviluppi successivi. Il racconto è diventato una parte fondamentale del nostro percorso: ha consentito di arrivare in breve tempo ad aprirci l’una con l’altra, e quindi a trasformare il semplice stare insieme in un luogo di dialogo tra donne, favorendo la creazione di un gruppo collaborativo capace sia di raccontarsi sia di progettare nuove esperienze. Ci siamo quindi chieste se dare valore a queste storie non significasse anche valorizzare una parte di noi e se questo non potesse portare qualcosa di positivo anche alle altre donne, al quartiere, alla cittadinanza. La storia delle donne, soprattutto in un quartiere nato dalla forte immigrazione degli anni ‘50 come Mirafiori sud, costituisce una ricchezza di saperi difficilmente condivisibili se non attraverso l’incontro e la valorizzazione di esperienze quotidiane. Abbiamo così chiesto a queste donne non solo di narrarci la storia della propria bambola (che, in fondo, è una storia di vita e tanto ci racconta delle realtà sociali vissute), ma anche di proporre ad amiche e parenti di raccontarci la loro. Le storie condivise nel gruppo hanno permesso di far emergere quei legami di solidarietà che sono alla base di una migliore vita di comunità.